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LE PREMESSE CULTURALI DELL'EVENTO
di Marco Brusati
Autore e Direttore Artistico di Holymusic
Probabilmente il primo canto che abbia mai mosso le labbra dell'uomo è stato un canto di preghiera. Lo stupore, il dolore, la paura di fronte all'insondabile abisso della morte se da un lato hanno aperto la strada al culto dei morti, prima forma conosciuta di religiosità, dall'altro hanno trasformato il lamento funebre individuale in lamento di una comunità. E cosa, più di un lamento, assomiglia ad un canto primordiale? Cosa, più di un canto primordiale, è preghiera? E per preghiera non intendiamo tanto la ripetizione mnemonica di significanti scissi dal significato, quanto l'apertura di un canale dialogico verso l'Assoluto, che costituisce la premessa indispensabile per l'inaugurazione di una relazione personale con Dio, fatta anzitutto di domande, di inquietudini, di tensione verso quel "dove" da cui si ha avuto origine.
Il canto - preghiera, dunque, nasce con l'anima umana, sviluppandosi poi con espressioni anche molto lontane fra loro, mediate, nei secoli, dalle culture che via via son venute formandosi.
E Dio stesso, quando è fisicamente entrato nella storia umana "in persona Christi", ha insegnato a pregare, attribuendo così a tale forma relazionale un valore assoluto, non contrattabile o ignorabile.
Oggi, passati i venti della secolarizzazione che hanno violentemente spazzato l'anima umana lasciando spesso aridità da deserto, la preghiera ha resistito come espressione dialogica privilegiata della relazione fra Creatore e Creatura.
Continuiamo così ad assistere ad una preghiera che, come ai primordi dell'umanità, si fa canto, con le espressioni musicali proprie della cultura di appartenenza.
"Holymusic" intende, con l'umiltà derivante dal peso religioso ed antropologico del tema, gettare una fascio di luce sulle diverse forme di musica per la preghiera o, per dirla in altri termini, sulle diverse interpretazioni musicali di quell'esigenza imprescindibile dell'anima umana che è, appunto, la preghiera.